Utili suggerimenti per non annoiare il proprio pubblico.

Perla di Vittorio Galgano 

È proprio vero, la più temibile nemica di qualsiasi tipo di COMUNICAZIONE è la monotonia perché chi si annoia non ascolta.
La monotonia domina spesso come incontrastata regina nell’insegnamento ed in molte attività aziendali di COMUNICAZIONE, aggiornamento e formazione. Questa regina ha un costo impossibile da calcolare, ma sicuramente immenso. A lei si deve imputare buona parte dell’assenteismo mentale di tanti uditori.
Assenteismo che comporta spreco di tempo e denaro. Molti si difendono con: “Il mio argomento non è tra i più interessanti”. “E’ proprio l’argomento ad essere pesante”.

 

Non esistono argomenti o materie noiose, ma solo relatori e insegnanti monotoni. Approfondite ricerche di studiosi americani hanno messo in luce che “un’esposizione di tipo tradizionale della durata di dieci minuti viene assimilata al 50%; dopo sole 48 ore si riduce di un ulteriore 50%”.

 

Corso COME PARLARE IN PUBBLICO

COINVOLGI il tuo pubblico e ottieni il CONSENSO!

 

 

Questo risultato non molto entusiasmante si riferisce, come abbiamo detto, ad una esposizione tradizionale. Ma che cos’è un’esposizione tradizionale? E’ una esposizione svolta da chi non è preparato a PARLARE IN PUBBLICO. E’ importante pertanto essere consapevoli che si possono ottenere risultati più lusinghieri conoscendo e rispettando almeno questi principi fondamentali:

 

  • si ascolta e si impara più volentieri e più facilmente quando si hanno motivazioni per farlo. Le motivazioni sono legate soprattutto ai sentimenti.
    La COMUNICAZIONE che si rivolge solo alla sfera intellettuale ha molto meno successo di quella che si dirige anche alla sfera emozionale dell’uomo. Pertanto, le persone ascoltano, apprendono e ricordano meglio quei messaggi di cui non solo percepiscono l’utilità pratica, ma che nel rivolgersi a tutta la loro personalità, intesa come insieme inscindibile di ragione e sentimenti, favoriscono l’arricchimento umano e l’estensione positiva del “sé”.

    Un manager ad esempio può PARLARE con successo della capacità di saper ascoltare con empatia e farne vedere i risvolti pratici e utilitaristici nei rapporti d’affari, ma avrà ancor più successo nell’estendere il valore di questa capacità ai rapporti con i figli e nel farla assurgere a mezzo di promozione umana;


  • nulla è più comunicativo del vero entusiasmo, è importante che il relatore dimostri anzitutto questo sentimento nei confronti del suo argomento.
    Come infatti non si possono trasferire negli altri le idee e le conoscenze di cui si è privi, così non possiamo trasferire l’entusiasmo e le motivazioni di cui siamo scarichi.

    La mancanza di entusiasmo si riflette sulla monotonia della voce e in tutto il linguaggio del corpo di colui che comunica e nulla è più deprimente per coloro che ascoltano;

     

  • le frasi devono essere brevi; i concetti esposti con frasi brevi sono più diretti, chiari e memorizzabili. Se un concetto si può esprimere con tre parole, non usiamone quattro;

     

  • le persone possiedono cinque sensi. Più sensi sono coinvolti dal messaggio del relatore e più esso è efficace. Il relatore che si rivolge solo all’udito e non chiarisce e rafforza i suoi messaggi con ausili visivi riduce notevolmente l’efficacia della sua COMUNICAZIONE.
    Alcune ricerche evidenziano infatti che una persona ricorda il 20% di ciò che ascolta, il 40% di ciò che vede e ben l’80% di ciò che vede e che ascolta contemporaneamente. Questa legge non deve mai però relegare, come spesso avviene, la funzione dal relatore a dispensatore di scritte e immagini tramite videoproiettore od altro strumento. Si assiste spesso ad indigestioni visive causate da relatori che martellano gli occhi dei loro poveri ascoltatori con un costante incalzare di proiezioni di immagini;

     

  • le persone amano apprendere in modo piacevole e divertente.

    Questa tendenza dovrebbe essere sempre tenuta nella giusta considerazione: è più facile seguire, capire ed assimilare ciò che viene insegnato in maniera tale da rendere l’apprendimento una gradita esperienza. Per rendere piacevole una relazione bisogna ravvivarla con i “fattori d’interesse”.

    I fattori d’interesse sono tutti quei mezzi pertinenti all’argomento che lo rafforzano mantenendo vivo il livello di attenzione. Possono essere: citazioni – aneddoti – situazioni illustrative improvvisate dagli allievi – spezzoni di film – esempi pratici – applicazioni pratiche – registrazioni – esercitazioni di gruppo – fatti storici o di cronaca – analogie e molti altri.

    A proposito di analogie può essere significativo l’esempio del cappuccino Guglielmo Massaia che dovendo parlare del mistero della Trinità a degli indigeni africani fece un paragone con il sole; disse:

     

    Il sole è lassù nel cielo, lo vedi è una palla di fuoco; ma non lo puoi toccare; però viene a te la sua luce, e illumina tutte le cose in terra, e viene il suo calore che ti scalda e fa nascere e seccare le piante. Il sole, la sua luce, il suo calore sono tre, ed uno“.

    Si può fare di meglio?

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