Un breviario sui gesti che è meglio evitare quando si è all’estero. Non tutto il linguaggio del corpo è universale.

 

pubblicato su FOR MEN MAGAZINE | intervista ad Adriana Galgano |

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Il linguaggio del corpo è molto utilizzato per rendere più chiaro il discorso ma…attenzione se ti trovi all’estero … Segui le indicazioni di Adriana Galgano

Noi usiamo molto il linguaggio del corpo.

«I gesti rendono più chiaro il discorso che stiamo facendo, sottolineano un concetto importante o, semplicemente, esprimono senza dover usare tante parole un nostro stato d’animo» spiega Adriana Galgano della società di formazione Ottantaventi di Milano.

Ma, attenzione se viaggi all’estero. Alcuni nostri gesti amichevoli possono essere interpretati come un insulto.

Ecco quelli che è proprio meglio evitare:

  • Pollice e indice che si chiudono a formare una O. Negli Stati Uniti e in Italia fare ok vuol dire condividere e approvare, ma che non ti scappi di farlo in Brasile: si riferisce a una parte del corpo che in una conversazione educata non si nomina.
  • Guardare l’interlocutore negli occhi. In Occidente è segno di sincerità e sicurezza, ma in Medio Oriente guardare una donna negli occhi è considerato offensivo e in Asia è un segnale di maleducazione.
  • Spalancare gli occhi. Mentre noi italiani in questo modo esprimiamo sorpresa, o stupore per i cinesi è un segno di rabbia, anche se espressa educatamente.
  • Pollice alzato. Se in Occidente rappresenta positività e approvazione, in Medio Oriente esprime il desiderio di avere un rapporto sessuale con l’interlocutore.
  • Stringere la mano durante una presentazione. Questo gesto, per noi educato, in Cina e in Giappone è vietato, ci si saluta con un leggero inchino.
  • Indicare una persona con l’indice. Da noi non è sinonimo di grande educazione, ma in Cina e in Giappone si trasforma in un vero insulto.
  • Palmo della mano alzato. Per noi è un modo per dire a qualcuno di fermarsi o per ringraziare, in Grecia e in Turchia, invece, è un chiaro invito ad andare all’inferno.
  • Carezzare un bambino sulla testa. Da noi esprime tenerezza e affetto ma in tutti i paesi buddisti è considerato molto scortese perché è proprio sulla sommità della testa che risiede lo spirito.
  • Dito medio incrociato sull’indice. Questo gesto scaramantico usato in Occidente per scongiurare la malasorte, in Asia è considerato osceno e insultante.
  • Dita a V. In America è un segno di pace e in Europa di vittoria, ma in Australia e Gran Bretagna equivale al nostro dito medio alzato.
  • Mangiare con la mano sinistra. Se per gli occidentali la cosa è del tutto indifferente, non lo è per i musulmani: loro riservano alla mano sinistra i compiti più impuri, quindi non la usano mai e poi mai per mangiare.

Adriana Galgano

partner Ottantaventi

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