Elementi da considerare per comunicare efficacemente

Perla di Vittorio Galgano 

«Con un uomo affamato, anche Dio può parlare solo di cibo.»
Questa splendida citazione di Gandhi ci dice in modo semplice e concreto che per poter comunicare efficacemente dobbiamo tener ben presenti i bisogni degli altri. Questo è un principio universale che dovrebbe essere rispettato da tutti, ma purtroppo non è così. Estendendo i concetti di fame e di cibo, così materiali e fisiologici, anche in un area più astratta ed emozionale, possiamo dire che gli uomini hanno anche fame di cibo psicologico. La fame è costituita dal bisogno di affermazione, di stima e autostima insito in ogni essere umano. Il buon cibo, da non confondere con la squallida adulazione, è rappresentato da riconoscimenti e lodi appropriate. Quando c’è penuria, in famiglia o sul lavoro, di questo tipo di alimento si diffondono insoddisfazioni e discordie che finiscono col determinare una rete fitta e densa di conflitti. Poiché la comunicazione efficace si basa sulle buone relazioni tra le persone essa viene a mancare in modo totale. Ma come si fa ad offrire cibo di questa natura? Facciamo l’esempio di una persona che vuole raccontare ad un collega un certo episodio.

«Senti, ti voglio riferire cosa mi è successo ieri con l’imbianchino che mi sta pitturando l’appartamento.»

Ecco, questa frase non contiene buon cibo psicologico che invogli ad ascoltare, non attribuisce valore alla relazione tra i due e potrebbe esserci una risposta così: «Adesso non ho tempo, facciamo più tardi.»

Cambiamo l’apertura del colloquio: «Sergio, ci terrei a conoscere la tua opinione su un fatto singolare che mi è successo ieri con l’imbianchino che mi sta pitturando l’appartamento.» Questo piatto costituito da una nota di apprezzamento: “Ci terrei a conoscere la tua opinione” e condito con il nome è molto più allettante del precedente, attribuisce valore alla relazione e ben dispone Sergio ad ascoltare il fatto “singolare”.

Notare che l’aggiunta di questo aggettivo accende anche l’istintiva curiosità della natura umana.
Soprattutto da parte dei manager che guidano spesso gruppi molto numerosi. Loro, per primi, dovrebbero essere consapevoli e convinti che i collaboratori che sentono apprezzato il proprio operato e si sentono stimati come persone, danno risultati eccellenti senza la necessità di esercitare controlli e pressioni. Vi è una stretta interdipendenza tra efficacia della comunicazione, motivazione ed efficacia operativa. Questo episodio può essere molto significativo. Una giovane commessa, da poco assunta, ricevette l’incarico, per l’assenza della collega più anziana, di sistemare nelle scaffalature degli articoli appena arrivati. Lo fece con cura e passione e saltò anche il pasto per far fronte degnamente all’imprevista responsabilità. Ottenne un ottimo risultato in termini di ordine, accostamenti e visibilità degli articoli. I clienti sostavano con interesse di fronte al suo operato. Con candore chiese al suo direttore: «Sono stata brava?» La risposta fredda e laconica e stata: «Fa parte del suo dovere». Questa leccornia psicologica elargita da un capo pericolosamente ottuso che risultato avrà ottenuto? Lascio al lettore la risposta. Era invece umanamente corretto e giusto lodarla a portata di orecchie delle altre commesse. Nulla è così motivante come ricevere delle lodi che altri possono ascoltare. Inoltre chi ascolta viene spronato ad imitare i comportamenti di chi viene elogiato. Chi dirige persone, deve essere convinto che il sistema di conduzione migliore, che dà maggior garanzie e risultati è quello di dare in modo costante e regolare, proporzionatamente ai meriti, caramelle, pasticcini, e addirittura torte di natura psicologica. Con i manager che distribuiscono doni di questa natura per soddisfare le esigenze psichiche dei propri collaboratori ci si lavora volentieri, ci si sente responsabili dei propri compiti, il clima umano è buono, favorisce la delega e lo sviluppo delle persone. Cosa c’è, di maggior soddisfazione da parte di un manager, del poter dire: «Alla mia mensa tutti i miei collaboratori hanno sempre trovato del buon cibo psicologico.» Ecco il segreto della comunicazione efficace e del successo!

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